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Oltre la visita medica: il ruolo della medicina del lavoro secondo 22 paesi d’Europa

16 ottobre 20265 min di lettura

Il rapporto EU-OSHA analizza il contributo dei medici del lavoro alla prevenzione e alla salute dei lavoratori, tra carenza di specialisti, nuove tecnologie e trasformazioni del mondo del lavoro

Come sta cambiando la medicina del lavoro in Europa?

Il documento di discussione Occupational medicine in the EU: the specialist doctors’ perspective, commissionato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e pubblicato nel settembre 2026, affronta la domanda attraverso un’indagine che raccoglie il punto di vista delle associazioni di medicina del lavoro di 22 paesi europei.

Il rapporto descrive una disciplina che va oltre la visita medica: i suoi professionisti contribuiscono a riconoscere i rischi presenti negli ambienti di lavoro, tutelare la salute dei lavoratori, sostenere la capacità lavorativa e affiancare imprese e altri esperti della sicurezza.

Prevenzione e sorveglianza sanitaria: due attività collegate

La sorveglianza sanitaria è indicata come attività principale in molti dei paesi esaminati. Il rapporto sottolinea però che gli accertamenti medici non dovrebbero essere considerati isolatamente: conoscere le condizioni di lavoro è essenziale per valutare l’idoneità alla mansione e, allo stesso tempo, gli esiti sanitari possono contribuire a individuare rischi non ancora emersi nella valutazione aziendale. La medicina del lavoro comprende anche consulenza, formazione, adattamento delle mansioni e supporto al rientro al lavoro.

Accesso ai servizi e qualità non sono uniformi

Secondo l’indagine, l’obbligo di legge è il principale motivo che spinge le imprese a ricorrere ai servizi di salute sul lavoro in 19 paesi su 22. La copertura, tuttavia, varia sensibilmente e le cifre disponibili sono spesso stime: lavoratori autonomi, addetti delle piattaforme e persone impiegate nelle realtà più piccole possono rimanere esclusi dalle tutele previste per altri lavoratori.

Inoltre, 19 paesi su 22 segnalano una carenza percepita di specialisti. Il documento mette in luce anche la scarsa diffusione di indicatori nazionali per valutare la qualità dei servizi.

Le sfide del lavoro che cambia

Tra le questioni evidenziate figurano l’invecchiamento della forza lavoro, la trasformazione dei rapporti occupazionali, le esigenze dei lavoratori provenienti da altri paesi e la comparsa di tecnologie e sostanze chimiche per le quali le informazioni sugli effetti sanitari possono essere ancora incomplete. Il rapporto considera anche intelligenza artificiale, cambiamento climatico e rischi psicosociali, oltre a ricordare il contributo della medicina del lavoro durante la pandemia di COVID-19.

Il messaggio complessivo è l’importanza di collegare competenze mediche, conoscenza concreta degli ambienti di lavoro e collaborazione tra i diversi attori della prevenzione.

Per chi, come PromoSan, si occupa di salute e sicurezza aziendale, il documento offre una panoramica dei temi da conoscere e approfondire.

Leggi il rapporto EU-OSHA:

https://osha.europa.eu/it/highlights/occupational-medicine-and-compliance-insights-survey-europes-specialists

Tag:
#EU-OSHA#europa#medicina del lavoro#sorveglianza sanitaria